I canti di Siven

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I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:38 pm

Sono rimasta proprio davanti alla mia Cruthne ad attendere.
Si può dire benissimo che non mi sia mossa di un passo,
che le sentinelle conoscano tutti i miei segreti culinari,
che i miei figli, per stare insieme a me, conoscano meglio
il campo disteso di ghiaccio davanti alle palizzate
che la nostra calda, accogliente, dolce capanna.
Sono in attesa.
Ho visto soli calare e lune crescere,
soli crescere e lune lasciar loro il posto,
viandanti sorpresi dal mio incessante trovarmi
lì, sempre lì, dove non può sfuggire niente alla mia vista.
Ho sperato in diverse botte di sonno per giustificarlo,
eppure le sentinelle hanno lavorato per me, come me:
Eoghan dei Vinovia, la Prima Testa di Parisia,
colui che regge le sorti di una terra, dicono, risorta,
sembra che il suo sguardo non abbia incrociato Cruthne
nemmeno da lontano, nemmeno per errore.
Forse per questo le sue parole, a me riferite dal Vento,
mi sono sembrate uno scherzo ilare e tempestivo.
Il problema, viandanti della vita, è che sembra realmente serio.
Cruthne tremerebbe di certo se un uomo d`onore,
un uomo coperto di una tradizione che riesca a rappresentare,
un uomo che Parise si possa dire, come lo furono
Aberth, Luke, Krjzia, Lilith, Moak, Shatiel
e chi la mia memoria vacilla a ricordare.
Paura delle sue armi? Di certo.
Paura di parole che, per volontà degli Dei, pare,
sanno risuonare fino alla terra dei Caledoni
nonostante nessun sollievo è stato dato alle sue facoltà di esprimersi;
e intanto, ancora mi assicurano
che è proprio lui ad aver aperto bocca e ad aver parlato,
che le parole sono sue,
che l`offesa a Neisha, la Luna d`Argento,
la Madre della vera terra fiorente,
è stata lavata da un`onta di sangue relegata ai Corvi di chissà quale terra,
nemmeno quella Pitta, che almeno era una consolazione.
E` questo, miei Dei, che meritiamo?
Questo il ricompenso per me e la mia metà nel vostro cielo
che con ogni azione serviamo il vostro volere?
Il mio cuore brucia. Non di passione, come di solito,
brucia di rabbia per le Vostre concessioni,
per la vostra bontà che cozza con il nostro Rispetto.
Attendo qui, miei Dei, attendo qui una vostra immagine,
un segno o una parola, non più quel Righ
che nessuno dei suoi fratelli ha avuto il coraggio
di spedire qui a rimediare i suoi errori.
Attendo qui, miei Dei, che qualcuno tra Voi
dia sostegno e credito di una vostra Voce,
tamburo di delusione e di amarezza.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:38 pm

Non fosse che il mio riflesso sull`acqua non presenta alcuna grinza,
questo viavai di novità mi farebbe seriamente sentire vecchia.
Fortuna vuole che, oltre i miei figli e il mio amore,
di bastoni per quella che sarà la mia dolce e.. pitta vecchiaia
la terra fertile di Cruthne si sta riempiendo a dismisura.
Una nuova stella ha acceso nel nostro cielo
il tenue brillare di chi vorrà esser grande;
una nuova pietra, insieme alle due Pietre d`Argento
che condividono il peso d`esser madri di Cruthne,
docilmente si affianca al nostro cammino
per guidare una terra che pretende quanto dà,
e la misura è abbondante in entrambi i casi.
Vedremo muoverti i primi passi in territori sconosciuti,
aggrapparti a vesti che ti diventeranno
sempre più amiche e fidate,
prendere il volo attraverso venti
che sfideranno la tua pazienza
e metteranno a repentaglio la tua tenacia;
vedremo pronunciarti parole
che prenderanno via via un corpo più consistente
e tuoneranno, un giorno, nel cielo di Pittia
fino a risplendere in lungo e largo per l`Isola.
Grande è la fiducia che ripongo nella tua umiltà,
che tu riesca a portare a termine questo aspro cammino:
alla piccola Nerys dedico queste note spiccate, ormai, in vanità,
con la promessa che ad ogni passo ti staremo vicino.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:39 pm

Senz`armi e senza onore
Sangue straniero ha bagnato
le tracce dei Cinghiali sulla terra Caledone.
Lo sguardo della Luna d`Argento
è stato rubato durante la notte
da quella che fu, nei tempi antichi,
Moray, Banrì di Pittia,
giunta dal mondo dei ripudiati
per riconquistare il trono di Nyus.
Gli astri sono stati oscurati dal sangue,
le mani del Cerchio pitto
si sono alzate contro la sua metà,
ignorando ogni legge, ogni amore,
ogni patto di sangue puro esistente,
governate da chi si sta avvicinando
sempre di più ai nostri Dei,
calpestando le nostre terre.
Ovunque tu sia, sorella mia,
sto venendo a prenderti.
L`oscuro è sempre più vicino.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:40 pm

Due volte il sole dovrà sorgere
prima che la Dea declami il silenzio delle armi.
La festa del fuoco incombe sulle nostre teste.
Vecchi pericoli sono stati scongiurati,
Beltaine richiama la nostra attenzione
e i raccolti cullano future e fiorenti gravide.
E` in questo tempo che si incastona
il racconto di una battaglia appena trascorsa,
quando ancora, per quest`anno,
il gelo non demorde sul terreno del Cardo.
Un Toro, uno contro l`altro,
aprono le danze d`una battaglia cruenta;
dalle terre centrali un nucleo di Galli
alzano cresta ed armi sui figli di Manawyddan,
mentre i Pitti, alleati degli offesi,
s`affacciano sulla terra amica
per difenderne sorti e confini.
La Luna a cui il neonato fu rapito
dallo spettro della Regina di Pittia
presenzia attenta nel campo di battaglia,
difendendo i suoi figli e colpendo gli invasori.
Il Campione dei Campioni
e l`Orso del Nord
accompagnano i passi
dei loro allievi più giovani e fidati,
l`esile e fuggevole Prima Sentinella
fedele nei giorni alla sua terra natale
e l`ultima leva nei campi d`allenamento cruithnì,
Dekamir, il cui nome insiste con le armi
per farsi spazio nella storia del suo popolo.
E questa voce, se potrà ancora,
ne narrerà i miglioramenti ben volentieri.
Dall`altra parte, un viso conosciuto
e altri due che ne seguono l`esempio;
il Righ dei Galli che più a lungo
ha tenuto in sé l`attenzione dei Bardi,
il capoclan della stirpe dei Bodvoc
che infinite volte ho incrociato nei campi di battaglia.
Su di lui l`attenzione del mio canto voglio attirare.
Onore e rispetto gli sono dovuti
perché onore e rispetto ha sempre donato:
dalle battaglie agli incontri d`accordo,
dall`aiutare un impacciato Bardo del Nord
al presenziare ai riti che all`Ynis Dia
ad ogni festività ne scorgono la presenza.
Sembra un uomo tutto d`un pezzo:
per quanto poco, in realtà, lo conosca
in ambito intimo e familiare,
quello che solo la sua Voce Nascente può decantare,
sulla sua memoria non s`instaura una macchia,
né una pecca, né un punto morto
su cui una cattiveria di qualsivoglia tipo
possa buttar un seme e attingere un frutto.
Facoltà di una Voce
è riconoscere, senza colori né tartan
un vero guerriero da uno che,
ad impugnar un`arma, si sente Morrigan
o uno dei suoi figli:
ogni colpo è un`offesa pulita,
ogni parola è un ringraziamento agli Dei,
ogni battaglia è sangue che offre
e sangue che pretende per offrire.
Un plauso e una nota di merito
ad un uomo che ho visto sempre
con gli occhi ammirati che si riservano ad un guerriero.
Per Elessar, capo dei clan dei Bodvoc.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:41 pm

Troppi eventi hanno visto i miei occhi
per aspettare una nuova alba affinché li racconti:
di una battaglia ho già raccontato
e di chi l’ha onorata a lungo parlato.
Ancora due fatti, però, non ho saputo comprendere
e lascio al resto dell’isola la possibilità di apprendere.
Al pari della Luna che ha affiancato i miei passi
dal primo gemito al canto della stasi,
come i Druidi che fanno di questa terra
un temibile scudo contro cui la forza delle Aquile atterra,
da più di qualche Luna sono capace
di togliere e dare al nemico ogni sintomo di pace.
Come lei, ho creato un nuovo bastone
di frassino composto con eccessiva attenzione,
capace di sorreggere in mezzo ad una battaglia
la mia forza, così che quella di un Druì eguaglia,
ed invocando l’aiuto e la potenza dei Sommi
con la mente creo numerosi danni enormi.
Allo stesso modo, mischiando le erbe giuste
sono capace di guarire le ferite più angustie,
curo i miei fratelli dai loro malanni
senza usare, in alcun modo, sortilegi o inganni.
Di cambiamenti diversi ho sentito rumoreggiare
ma solo oggi una conferma mi è potuta arrivare:
ho visto Clever dei Draghi, Druì potente
invocare su di me una litania controproducente.
Incapace a pensare mi sono ritrovata,
vittima del potere che ad usare ero abituata:
muto ricordo per me è diventato,
cancellato da quello che ora, gli Dei, mi hanno donato.
Esco dal silenzio per avvertire tutto il Cerchio
che un grande cambiamento sta sollevando un nuovo coperchio
di un nuovo calderone denso di poteri
che faranno dimenticare ciò che eravamo ieri.
Invito il Gorsedd al confronto con i propri alleati,
cercando di scoprire da cosa siamo toccati:
quale sia il futuro che ci aspetta
solo agli Dei tocca farne vedetta.
Della forza più irruente di Neisha dei Maeteae
La mia voce, servile della storia, prenderà a raccontare:
di come, affrontando Lughna, Druì dei Draghi,
senza intenzione e con la sola violenza dell’invocazione,
abbia creato sotto di lui una biforcazione
che ha inghiottito il Druì sotto la terra che difendeva.
La Luna stessa non ha saputo spiegare ciò che accadeva:
il Sole è sparito, eclissato sotto lo sconosciuto potere della Luna,
lasciando davanti a Viroconium un abisso di sfortuna.
Che fine avrà fatto il potente Druida?
Lasciamo ad ogni Sole e Luna di suggerimenti la mente fluida.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:41 pm

Riscaldo la voce con rinnovato vigore
perché le mie parole travolgano con clamore
chi vorrà ascoltare e il mio racconto giudicare
assumendosene i rischi del verificare.
Numerosi eventi attraversano l’isola,
e oggi in un sol momento han trovato la bussola:
una battaglia cruenta e piena di sangue,
caratteristica che il Popolo Pitto contraddistingue,
ha lasciato il segno nella spianata cornova
dando della forza del Nord ulteriore prova.
MarMe il Comandante, Dem il Coraggioso,
Ruirech l’Orso, Urur l’orgoglioso,
la giovane Megara,
Rohanne la potente e William il possente
hanno reso ad ogni nemico la virtù latente.
Sulle nostre palizzate giacciono in alto
le teste mozzate prese d’assalto
dei due Toiseach alleati, CaIIgahan dei O`Damhain
e Bobo dei Ó Dálaigh, dei Draghi lo stratega,
e di Zohr degli Achran, antico guerriero silure
sul cui volto, anche in morte, non figurano paure.
Questi sono i fatti che resteranno ai nostri figli,
in crescita, ancora, come il più tenero dei gigli.
La mia voce cambia direzione, assumendo un tono solenne,
virtù che, per fortuna, spesso in aiuto dei Pitti venne.
Si alza, oggi, per un druida dumnone,
la cui forza risiede nell’umiltà in cui si pone,
sceso in battaglia per servire gli Dei
e non per nutrire di veleno gli occhi miei.
Clever è il suo nome, che fu guerriero,
e la cui potenza si è solo trasferita da braccio a voce,
che si appella Figlio e mai Padre di qualcuno,
temendo, così, la violenza di nessuno.
Con rispetto attacca e non offende,
responsabilità di ferir l’animo non prende,
infierisce sulla mente per compiacere la Madre
e non si vanta d’esser capace di parole leggiadre.
Rispettoso delle regole, conscio della velleità del caso,
solo dal sommo volere il suo corpo è invaso,
non si crede superiore né inferiore a chi affronta
e mai macchia con giudizi piccati la propria onta.
Si culla, la mia voce, in un volto che spaventa
per la perfezione d’animo con cui si presenta:
non un errore, né uno sbaglio
che possano farmi apparire il suo volto come un abbaglio.
Vanto il tuo nome, Clever degli Ordovices,
con la forza della parola che la tua parola mi ha riconosciuto:
se piacerà agli Dei, questo canto percorrerà la storia
ed assocerà, ad essa, la verità che risiede nella tua vittoria.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:42 pm

Il cerchio di fuoco si è alzato fino al cielo
annunciando all`isola l`imminente disgelo,
dall`Isola Sacra, degli Dei sede,
l`odore della rinascita ha già preso piede.
Di nuovo un ciclo intero giunge al compimento
per generare la stagione che non conosce stento:
dalle mandrie benedette e di gioia gravide
al frumento abbondante di cui le tribù son avide,
per ogni clan, dal nord al sud vivente,
il germoglio della rinascita dentro l`uomo è evidente.
Nella notte dei fuochi sacri,
attraverso le due pire dai colori acri,
il Wyrd ha voluto giocar con la sorte
degli audaci insani avidi di un consorte
donando loro al gioco dell`amore
occasione ghiotta per poter far furore.
Di seguito i nomi dei fortunati
che per le prossime lune saranno legati:
Eoghan e Meuree, divisi dalle tribù
le cui espressioni hanno fatto già presagire
che vi sarà qualcosa di più
contro cui i Righ dovranno agire;
Ryan e Leghel, tanto vicini in distanza
da poter permettere alla donna
di controllar dell`uomo la prestanza;
Mostyn e Alisan, giovane leva e vecchia guerriera
che ha ancora così modo di dimostrare
quanto la sua nomea di `tosta` sia veritiera;
Neil e Iaura, entrambi figli di Andrasta
ed entrambi fulminati dal luccichìo dell`amore
che i cuori di entrambi forse già sovrasta;
Karax e Derowen, a questa voce entrambi sconosciuti
saranno i più giovani virgulti che nel tempo
alla danza dell`amore siano mai pervenuti;
Masheron ed ITE, figli del vecchio tempo
rei di aver scatenato Sacre gelosie
di cui questo Bardo già gode anzitempo;
Bobo ed Aether, nascosti nella notte
giust`appena i loro nomi sono stati sorteggiati dalla sorte,
forse la bramosia dell`altro era troppo elevata
perché la benedizione fosse da loro ascoltata,
prima di corteggiarsi nel buio della foresta
e far delle povere Querce dimora della lussuria funesta.
Infine a Thina, dubona che nella mia memoria s`era persa
tocca proprio chi la duplice memoria ogni giorno attraversa,
e fortuna le auguro con Sneachta il verdefoglia
che ricordi, il giorno dopo, chi sia la donna
che nel suo giaciglio ogni notte spoglia.

Perdonate questa Voce che si vuol far gioco
di ciò che è accaduto nella notte del fuoco,
ma le espressioni dei nominati erano così divertenti
che in questo canto hanno voluto così farsi ricordare, prepotenti.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:42 pm

Suppongo che sia come perdere un figlio.
Ho chiesto, e la sua risposta è stata: sì.

Suppongo che, se una mattina mi svegliassi
e vedessi mio figlio rinnegare
tutto quello che con fatica gli ho dovuto insegnare,
se vedessi nei suoi occhi odio e rancore
che non provengono dall`amore che gli ho dato,
se lo sentissi liberarsi di un peso
che per tutta la sua vita ho provato a sollevare,
non ci sarebbero terra né Dei,
il mio cuore si dissolverebbe in aria di tempesta
e preferirei la morte, piuttosto che restare
aggrappata ad una vita che non potrei onorare.
Non è stato ciò che ho sentito,
sebbene il mio udito sia allenato,
ma ciò che ho visto di quello che è rimasto
della temibile Luna di Sangue:
grande nemica nei campi di battaglia,
piegata alla sua volontà di servire la Dubonia,
a cui la morte il mio volere non voleva risparmiare
non sapendo quale fosse il male più grande
che ad una donna solo la sua terra poteva dare.
L`ho vista spenta, al destino abbandonata
di una Quercia a cui le radici sono state strappate
dalla Terra che per anni con la voce e l`anima
ha servito, ha cullato, ha insegnato e ha onorato.
Non esiste a mia memoria Tabret senza Dubonia.
Non esiste, a mia fantasia, Tabret senza Dubonia.

Le ho chiesto se fosse come perdere un figlio,
e lei mi ha risposto di sì.

Ho immaginato cosa ne sarebbe stato di me
se, dopo tanta sofferenza,
avessi visto chiudere davanti ai miei occhi
le porte che ho amato e che per anni ho attraversato.
Ho sentito la morte in fondo al cuore.
Quale donna potrebbe vivere davvero
lontano dalla terra che ha tanto amato,
quale terra potrebbe servire
la Luna che solo la Dubonia ha onorato?
Il silenzio del suo sguardo mi ha turbato.
Quale Foresta farebbe a meno
della sua Quercia più pregiata?
Quale cuore di Madre eterna
resisterebbe ad una faccia sì oltraggiata?
Tremerà la terra dei Galli,
perché, benché non sia sola
come la Luna di Sangue che vaga nel vuoto,
non potrà non sentire la mancanza
del nutrimento più longevo
da cui gli anni, dalla sua nascita,
hanno tratto sì tanto sollievo.

Tanti nemici, tanto onore,
e spero che queste parole, Nemica Mia,
ristagnino a fondo nel tuo cuore.
Saprai che Siven dei Nemesis,
la Voce battagliera,
colei che, da sempre,
ti ha sfidato e ti ha temuto,
aspetta il tuo ritorno sul campo di battaglia,
per onorare, come gli Dei vorranno,
il Loro nome con la nostra passione.
Avverse per natura e unite da una ragione:
per una sola tribù e per una sola terra
scateneremo, noi, la più grande e violenta guerra.


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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:43 pm

Seggo sulla collina che addolcisce l`immagine di Cruthne,
con una ferita fresca a segnarmi il ventre di colori simili
a quelli della morte.
C`è silenzio, intorno a me. Il vento non spira, stanotte,
e tiene alto il fuoco delle pire che illuminano il cammino
e segnalano i pochi nemici che si spingono fino al Nord.
Vedo l`Invitta in tutto il suo splendore.
Nella capanna di Nyus una luce è sempre accesa.
Padroneggia all`interno del villaggio, è grande di dimensione
e pregna di ogni ricordo che la mente del Righ sa contenere.
Sta quasi sempre lì, a pensare, a fare i conti, a studiare
nuovi piani di attacco e nuovi piani di difesa,
a servire la sua Terra così come lei lo ha servito
in questi sette cicli di Luna che hanno scandito la sua gloria.
Poco distante, separate dalle altre,
la mia capanna e quella di Neisha sono così vicine da sembrare una sola.
Ogni tanto Lincy sgaiattola fuori,
porta qualcosa alla Luna d`Argento
e si crogiola nei complimenti che riceve per essere sì zelante
nei compiti che, da futura Druì, deve svolgere nel tempo presente.
Qualcosa si muove, nella mia dimora.
Mexes posa la sua arma e prende in braccio Edward.
Un rimprovero, perché tocca già le lame dei grandi,
una raccomandazione, perché dev` essere il bimbo più forte,
uno sbuffo: `Dov`è tua madre?! Con chi sta spettegolando?`.
E basterà un cinghiale ben cotto e un bacio sorridente
e la notte passerà colma di bei sogni.
Due passanti irrompono nel buio.
Dem e Anger tornano nelle rispettive dimore.
Si salutano al pozzo, e, se il primo rientra nella capanna dorata
dove tutto è perfetto e nulla è fuoriposto,
strana sorte tocca al veterano che, per amore,
certo la più ordinata non ha scelto:
Rohanne tiene in braccio Niallan, tra una pentola in fumo
e il giaciglio ancora disordinato dal mattino,
confusa tra il pianto e il rimpianto
di una vita passata solo alle palizzate,
ora segnata dai ritmi del più piccolo tra i Pitti.
Dura poco, in realtà: il tempo di un sorriso sdentato
e, da madre, si scioglie presto nell`amore più puro.
Guardali, quei due,
sempre lì, con una cornucopia di scure in mano:
Ruirech e MarMe, sempre in compagnia
a raccontarsi di guerre antiche e di trionfi venturi.
Di tanto in tanto si aggiunge Viper,
che ancora tocca il mento alla ricerca della treccia bionda:
non si è poi convinto fino in fondo del taglio netto
che, per gioco o per noia, ha reciso alla radice.
Fiero come un Pitto, davanti alle porte,
lo sguardo di Atlas vaga all`orizzonte.
Nessuno gliel`ha chiesto, eppure si incarica
di controllare che sulle palizzate il lavoro prosegua:
attento è Dekamir, a non distrarsi
e a non deludere il Righ con la difesa,
ambendo al posto di guerriero di Pittia
che ogni figlio di Dannann ci invidia e ci ammira;
Roran e Aurex al suo fianco, salgono e scendono dalle scale
e portano con sé l`arma migliore
che i nostri fabbri abbiano potuto fare.
Senti, da lontano, il lavoro della fucina.
Brian, mio padre,
che qualcuno chiama ancora Hunter,
tra una vera arma e una spada
lascia sempre qualche pezzo in più
per deliziare di regali il suo primo nipote maschio,
in eterna combutta con il genero
su chi debba istruirlo alla guerra;
Uniform e Thuban, accanto a lui, fingono di non vedere,
e sorridono in silenzio, sapendo quale amore investe
colui che fu Bardo prima di sua figlia
tra la fucina e la capanna della primogenita.
A casa qualcuno aspetta il giovane fabbro.
E` Shirine, pitta da poco tempo
e ancora spaesata, ignara della grandezza
che investe questa terra ed ogni suo abitante.
Mi ricordo quando io ero come lei.
Arrivai qui incerta, non cogliendo La Bellezza;
sapevo di amare un uomo,
ma non sapevo che avrei amato di più
la terra che gli Dei amano e benedicono
di gloria, ricchezze, vittorie e serenità.
Sia sempre piena di sole la Pittia,
così vigorosa e rigogliosa
di figli felici d`essere parte di uno
e un solo grido di guerra e di gioia:

Ar Arghail, Cruthne.

Siven dei Nemesis
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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:44 pm

Shamaya

Nel sogno, nel vento, nel volo di un gabbiano.
Nell`alba, nella Luna, nel cadere di una foglia.
Nel fiume, nel fuoco, nello sbocciare dei campi.
Infiniti i modi in cui ci giungono i messaggi, i racconti, i brandelli delle vite.

Vicende e notizie che ci lasciano di stucco, infiammano gli animi, ci sconvolgono o dolcemente ci cullano.
Storie.
Suoni.
Gli dèi sono ovunque.

Se ascoltato, il loro suono sacro e segreto, irresistibile riporta a casa chi era smarrito.
Curiosi di venirne a capo?
Allora fermi tutti: ascoltate ciò che qui e ora si dice.

-------------------------------------------------------------



Non ho parlato, ma ti ho sentito.
Nel canto della leggera brezza marina
che in sottofondo accompagna ogni pensiero
ho colto ogni tua parola, ogni richiamo,
ogni sorriso pregno dei ricordi d`un tempo.
Mi sono cullata nella tua dolce voce,
quella che un tempo io rappresentai,
nel tuo incidere a fuoco sulla mia pelle
l`amore che mi ha investito e riportato in vita,
nel candore della sincerità con la quale,
come occhi trasparenti,
sei stata madre di ogni mio passo.
Ho imparato ad amare seguendo il tuo esempio.
Gli Dei, i miei figli, il loro padre e le mie sorelle,
ho amato in profondità tutto quello che mi hai donato.
Non ho parlato, ma ti ho sentito.
Ho sentito la tua presenza in ogni scelta,
ho sentito la tua presenza nonostante la tua assenza.
Specchio i miei occhi nel mare e nel cielo,
e nella loro cromatura trovo tutto quello che sei:
pianure rigogliose e acque gelide,
casa dei tuoi figli e audacia contro i nemici.
Non c`è una singola goccia della mia linfa vitale
che non sia tu e tu sola.
E ora ti dico, in promessa e in fedeltà:
sto tornando a casa, Cruthne.

Siven dei Nemesis,
Pitta nel sangue e nel tempo.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:45 pm

Dei Briganti, Figli della Splendente, Brigit, io vorrei raccontare.
Mi sforzo oltremodo per trovar di loro qualcosa da rapportare,
ma il Vento tace ogni parola che a loro si riferisca
tanto da generar il timore che il loro ricordo presto sparisca.

Dei Cantii, aggressivi Lupi, io vorrei cantare,
dell`amicizia che non tardano mai di regalare
a chiunque ne calchi le ridenti piane
rendendo ogni Lupo un docile cane.

Dei Cornovi, agili Salmoni, io vorrei ben cantare
non fosse per quel McEldar che amano usurpare
stracciando i ricordi gloriosi di una intera famiglia
con tutti i traditori che quella gente si piglia.

Dei Demetii, i Gattini del Sud, io vorrei cantare
come fa il suo Banfile, amante dell`esagerare
e di come lei sa ben parlar di vittoria
ma non sa minimamente cosa sia la gloria.

Dei Duboni, fieri Galli, io vorrei cantare
e la mia voce onesta non può non tralasciare
lo stupore nel sapere che il loro Righ s`è venduto
smentendo quell`onore di cui io stessa ho dibattuto.

Dei Dumnoni, possenti Draghi, io vorrei cantare
delle lame che sapientemente amano alzare
solo quando gli amici vanno avanti per primi,
e tagliano teste, sperando che qualcuno li stimi.

Dei Parisi, i Bianchi Cavalli, io vorrei cantare
di tutti quei Romani di cui si amano circondare
e allora mi chiedo: quali Dei pregate?
Templi o Nemeton, dove li adorate?

Qual è la battaglia che dev`essere ricordata
sarà il tempo a scegliere, e non una Banfile accorata.
Il Nord non scredita, raccoglie ciò che vede:
un`Isola che dimentica tutto, quando il freddo cede.

Della Satira ne faccio un vanto, e di questo non mi pento,
perché mi accomodo serena fra le braccia del mio Vento:
il Nord, a me Maestro, m`insegnò a conoscere onore e gloria
ed è per questo che, come i più forti, passeremo alla Storia.

Abbiamo perso? Non mi pare esatto,
fintantoché la vittoria risieda in questo fatto:
Sangue per la Morrigan e lealtà verso il passato,
a coloro che decisero quale fosse il nostro lato.

Se potrai dire lo stesso, Graffiante voce dei Gatti,
mi rimetterò al giudizio che racconteranno i fatti;
ma al momento, più che di disperazione,
non oserei parlare d`altro, da parte della tua fazione.

Chiamami Sussurro, e fallo ad oltranza,
cullati nel grembo della tua finta arroganza,
così, quando arriverò, e ti assicuro, lo farò
per i tuoi occhi impauriti e stupiti io, alla fine, godrò.




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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:45 pm

Tre cose non possiede il viandante,
una triade che scorrendo si ripete costante:
Né il tempo, né lo spazio, né la verità,
ed io aggiungerei anche l`onestà.
Quanta noia evitano questi bistrattati Cinghiali
che nell`infuocar le anime non hanno eguali:
se, all`alzar di un`arma, in tre rispondono a contrattaccare
basta la mia voce affinché i Banfile possano cantare.
Fossi un sussurro, un vento leggero,
dubito che l`umore del Gatto possa essere così nero,
ma io sono figlia dei Bairdd più antichi e veri
e non uso il Vento per motivi così poco seri.
La strada per Cruthne la conoscete,
in memoria ormai la avete,
e il mio bastone e la mia voce vi diranno chi, realmente, siete.
Intanto cullo mio figlio nelle vostre rime aperte,
ridendo di gioia per come, anche lui, se ne diverte.


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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:46 pm

Cruthne. Nono anno del regno di Nyus. Samhain ha da poco chiuso le porte al regno dei morti.
Tutta l’Ynis Pridain, ad eccezione degli alleati Scoti, si presenta armata alle porte del villaggio. Nessun Pitto, tra quelli presenti, sopravvive all’attacco. Questi i nomi dei caduti: Nyus dei Maeteae, Righ; Atlas dei Maeteae, Mormaer; Ruirech l’Orso, Campione; Morkar dei Maeteae, Toiseach; MarMe dei Maeteae, Toiseach; Dem dei Maeteae, Toiseach; Aurex dei Maeteae, Guerriero; Marek, Sentinella; Neisha dei Maeteae, Bandruì; Siven dei Nemesis, Banfile; Logan dei McLeod, Guerriero del Nord; Alisan ‘Ol Roy, Guerriera Scota; Ran dei McLeod, Fabbro Scoto; Urur dei McLeod, Campione Scoto; Fyona dei McLeod, Fabbro Scoto; Conall dei MacKenneth, Sentinella Scota, Kayus della Gens Fabia, ora Guerriero Scoto. Le palizzate si riempiono di sangue, amico e nemico, generando un silenzio inaspettato per la gioia e la sazietà di Morrigan e dei suoi Corvi.

Questo è ciò che è accaduto, e questo è l’insegnamento che dovrà rimanere ad ogni abitante del popolo dei Cinghiali e dei Tori:

che ci odino, purché ci temano.

Cielo terso di sangue nemico.
Estasi di chi ha sentito quel sapore
Limpido, netto, scuro, distrutto
Armonia leggera del suono di armi.
Pitti vuol dire combattere fino alla fine
O sul proprio scudo, o su quello del nemico.
Trema la terra quando il cerchio si chiude
E manca il coraggio negli occhi di chi
Teme solo gli Dei al di sopra del Nord.
Entrarono di notte sul campo di Morrigan
Strisciando come serpi senza alcun veleno
Uniti in un solo urlo sprezzante di Paura,
Capaci di mostrarsi nel più indegno dei loro volti.
Avanzarono i Parisi, con i Cornovi e i Duboni,
Rincorsi da Briganti, Cantii, Demeti e Dumnoni,
Entrarono di notte sul campo di Morrigan
Togliendo il respiro ad ogni suo figlio.
Una è la mia parola, una è la mia promessa:
Tenue sia il sonno di ogni notte e
Tragica la vita di chi ha osato sfidare
Il potere distruttivo del Nord e dei suoi figli.

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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:47 pm

E fu silenzio.
E fu buio.
E fu, improvvisamente, morte.

Sentii il tocco freddo di una Banshee
In un incubo che non sapevo di sognare,
Vidi per un attimo l`ombra che rifuggì al sorriso
E che al sole per sempre diede le spalle.
È così che ogni nemico dovrebbe ricordarti,
Così ogni nemico dovrebbe temerti:

Il silenzio del mare calmo in cui venisti al mondo,
Il buio della notte nel cui grembo trovasti fondo,
La morte che spesso donò il tuo animo fecondo.

I ghiacci furono spettatori duri del tuo dolore e della tua gioia,
Ti videro diventare Figlia e Madre di una Terra a cui insegnasti gloria,
Ma l`amore, come la vita, corre incontro a cambiamenti ed intemperie
E non c`è finzione nel malincuore di chi combatte da solo le proprie miserie.

Fosti coraggio, follia, dolore,
Dolore di chi dal petto si strappa il cuore
Quando abbandona per sempre la strada conosciuta
Per seguire la speranza di una luce mai veduta.

Tue furono le parole e tuo l`insegnamento
Che, da bravo File, abbandono nel vento:
`Preferisco nutrire una scintilla con pudore
Che bruciarmi in una fiamma che divampa con clamore,
Preferisco i piccoli passi che portano alla gloria
Piuttosto che una frettolosa e saccente vittoria`.

Così gli Dei ti ripagano, mio eterno Scontro,
Senza dubbio che tale veste al tuo corpo vada incontro:
Abulafia dei MacAlpine, dei Galli Banfaith fedele
E dei nemici, delle Pietre, avversaria crudele.

Manterrò la promessa che ti feci con lo sguardo
Nel rispetto degli insegnamenti che ti diede il Cardo:
Il tuo o il mio sangue sul campo di battaglia
E stima per chi, come noi, in onore si eguaglia.


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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:47 pm

Il tempo che la Luna si possa scoprire è tornato,
mostrando il volto che di vergogna si è oscurato.
Offesa dal suo stesso sangue, dalle sue Voci,
da due anime che ardono di rancori feroci,
ha costretto il Gorsedd a riunirsi d`eccezione
e a trovar rimedio a tal disonorevole azione.
Muirgen, Banfaith della terra dei Salmoni,
e Siven, Banfile della terra dei Cinghiali,
offesero la Duir usando dell`odio i toni
e parole per un Rito affatto congeniali.
Al Cerchio di Pietre è stato ricordato quanto,
raccolto negli anni, è diventato un solo Canto:
Seanche di vita e di rispetto di ogni Druida,
il Gorsedd è uno solo, e ognuno fa da guida
non solo ai propri figli e alla propria tribù,
ma anche a chi la Strada, d`un tratto, non vede più.
Gli Dei ci osserveranno, se a servirli ricominceremo,
seguendo i passi che di nuovo percorreremo:
il Sud in Dubonia, fra la Banfile dei Cavalli
e il severo giudizio della Banfaith dei Galli,
e il Nord in Cantia, fra la Banfile dei Gatti
e la Luna di Sangue a tener conto dei fatti.
Gli insegnamenti verranno ridestati
dal sonno morente che li ha calpestati,
il confronto si aprirà sul futuro giudizio
che sulla Chioma di Lyr, al prossimo inizio
vedrà se ciò sarà stato redditizio.
A Beltane il Gorsedd si riuninirà
e dei Maestri le voci ascolterà:
è tempo che Luna torni a riscoprirsi,
e che le sue Figlie di gloria tornino a rivestirsi.



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Re: I canti di Siven

Messaggio Da Ruirech il Dom Gen 25, 2015 10:48 pm

Uno. Il braccio che nell`isola semina il terrore,
la spada che per Morrigan è insegnante d`onore.
Sulla sua lama scivola fiero l`odore della morte,
che si inchina dinanzi alla vanità della sua sorte.

Due. Gli occhi che seguono Cruthne dal nascere,
temprata dal suo ardore fino alle sue viscere.
Attenti e ingordi, silenziosi e assorti,
dalle grinfie dell`eterno vittoriosi son risorti.

Tre. I consiglieri più fidati del tempo del suo regno,
la cui lungimiranza in ogni Righ lascia il segno.
MarMe e Morkar dei Maeteae, fino ad Atlas il Superbo,
devoti alle sue idee senza alcun riserbo.

Quattro. I Toiseach dell`esercito al comando,
che vigliacchi e mezzi uomini hanno sempre messo al bando.
Marciano per l`Invitta, per il piacere dei suoi Corvi,
lasciando alle notti dei nemici gli incubi più torvi.

Cinque. Le teste che, in un singolo conflitto,
ha strappato dal corpo del nemico largamente afflitto.
La furia degli Dei ne ha posseduto occhi e braccia,
e il suo respiro è, per gli invasori, mortale e violenta minaccia.

Sei. I Druì e i Baird che hanno visto nella sua forza
una guida che con uno sguardo la propria tempra rinforza,
eccellenti guide degli Dei che in morte e in vita
hanno pregato solo affinché Cruthne fosse ben servita.

Sette. I segni dei nemici che decorano la sua pelle,
cicatrici di sangue versato per le Tre Sorelle.
In molti hanno provato a staccare la sua testa,
ma, ogni volta, la sua anima più forte si manifesta.

Otto. Gli anni alla guida dell`esercito dei Potenti,
del popolo a cui spetta di diritto la nomea di `Combattenti`.
Con saggezza e lungimiranza hai scritto la sua storia,
Nyus dei Maeteae, che fosti forgiato nel fuoco della gloria.

Davanti alla tua fermezza ed al tuo spirito
ogni uomo dell`Isola rimane impietrito,
per il capo chino che solo agli Dei hai mostrato
il tuo coraggio dai nostri figli verrà ereditato.

Esempio per ogni Righ che dal suo popolo
vuole sangue distinto, senza alcuno scrupolo,
alla Voce che la tua gente ha scelto di osannare
non resta altro che, agli Dei, una richiesta formulare:

se suo figlio, crescendo e a combattere imparando
come i Pitti, giorno e notte, gli stanno insegnando,
non dovesse davvero, come la madre sogna
raggiungere quel trono che lei tanto agogna,
che almeno erediti dal Righ più longevo
una qualità di cui sarà maestro e allievo,
quella di lottare sempre con onore
e solo per Cruthne dimostrare il più reale amore.


Siven dei Nemesis
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Fiero Bardo del popolo di Nyus.
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Re: I canti di Siven

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